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LA STORIA |
Questa
è la storia di Marika & Federico raccontata con le loro parole,
quelle dei loro allenatori e dei loro genitori.

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G. Quirini
(coreografo): Sono due campioni sia in pista sia fuori, è un
onore lavorare con loro.
Federico: Lavori un anno e in pochi minuti è tutto
finito...
Marika: Tanta fatica però rifarei tutto.
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Emozioni
e vittorie - I |
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Bologna,
fine 2006.
Marika e Federico
sono campioni del mondo di pattinaggio artistico a rotelle per
la quarta volta consecutiva. A Murcia (Spagna) sono saliti
ancora una volta sul gradino più alto del podio.
Marika: La
vittoria più bella è sempre la prima perchè non te l'aspetti,
perchè realizzi il sogno di una vita... Ti sembra impossibile!
Federico:
Ogni gara è un'emozione particolare. In Spagna abbiamo eseguito
uno dei nostri migliori esercizi e anche quello ti rimane
dentro. Ogni anno comunque c'è un motivo per ricordare un
campionato.
Chiara (mamma
di Marika): (parlando delle sensazioni di vederli in gara)
Credo che sia peggio essere fuori che in pista a fare la gara
perchè sai che in pochi minuti si giocano un anno di
allenamento. Mi manca il respiro, ho sempre paura che Marika
cada dal sollevamento...
Isabella (mamma
di Federico): Io gli ultimi anni ero abbastanza tranquilla
perché li vedevo abbastanza superiori alle altre coppie.

Vederli
sul podio, primo posto, medaglia d'oro...
Isabella:
E' emozionantissimo!
Chiara:
Sono sensazioni che vorrei che tutti i genitori provassero, sono
emozioni che non si possono descrivere.
M.R. Zenobi
(allenatrice): Sono soddisfazioni che ti ripagano per tutto
il sacrificio ma anche nel futuro per tutta la vita.
Da quattro anni
sono imbattuti, ma che cosa li fa essere così forti, così
diversi dagli altri?
Marika:
Sicuramente l'esperienza, sono 11 anni che pattiniamo assieme
quindi si è creato un ottimo feeling.
G. Quirini:
Sono la coppia più forte del mondo quindi sicuramente hanno gli
elementi migliori al mondo. Il loro compito è stato difficile
perché hanno preso il posto della coppia mito del pattinaggio
mondiale, Palazzirossi/Venerucci che avevano vinto ben undici
titoli consecutivi; era un'eredità pesante da portare sulle
spalle ma con umiltà, lavoro e professionalità e impegno ce
l'hanno fatta e rappresentano da 4 anni il top della specialità.
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Marika: i
primi passi sui pattini a rotelle |
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Chiara:
Marika a quattro anni voleva fare danza; il giorno che l'ho
portata l'insegnante non c'era ancora, bisognava aspettare
perchè arrivava da Venezia.
Marika:
Allora ho accompagnato mio fratello che voleva fare hockey ma
siamo capitati in un'altra società, quella di pattinaggio
artistico e così abbiamo cominciato tutti e due.
Chiara: Ho
allora deciso di accompagnare prima il fratello che voleva fare
hockey; Marika ha visto pattinare il fratello e ha voluto
provare.

T. Gasparetto
(allenatrice): Marika la conosco da quando aveva quattro
anni, quando ha cominciato a pattinare con noi qui a Rovigo. Da
piccola era timidissima e molte volte non aveva il coraggio di
entrare in pista per affrontare le gare.
Marika:
Piangevo spesso, soprattutto le prime gare, perché non volevo
entrare in pista, non riuscivo ad affrontare il pubblico... ero
molto timida.
Chiara: La
prima gara che ha fatto è venuta fuori a metà... a metà ha detto
basta, non ce la faccio più ed è uscita piangendo disperata.
Marika: Ho
fatto metà esercizio poi non mi ricordavo più quello che dovevo
fare e quindi sono uscita dalla pista.
T. Gasparetto:
Capiva che dentro di lei c'erano le qualità però forse non aveva
il coraggio di crederci.
Marika: Io
all'inizio ho avuto molte difficoltà ad entrare in pista, a
entrare in gara infatti o mi chiamavano e rimanevo fuori oppure
entravo e dopo un minuto di esercizio non riuscivo ad affrontare
più la gara.
T. Gasparetto:
Una volta che è riuscita a capire che aiutata, sostenuta, con la
collaborazione del compagno poteva arrivare a dare risultati
notevoli è riuscita a sfondare.
Chiara:
Nemmeno immaginavo che potesse diventare campionessa del mondo;
la portavo a pattinare proprio perchè vincesse la sua timidezza.
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Federico: i
primi passi sui pattini a rotelle |
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Federico:
Da piccolo ero, come la maggior parte dei ragazzini, molto
esuberante, allegro, faticoso a volte da tenere a bada. Poi con
l'educazione della famiglia, dello sport e crescendo sono
cambiato, sono maturato.
Isabella:
Da piccolo era molto vivace... parlava sempre, raccontava sempre
tutto!
Federico:
Ho iniziato come molti dei fratelli minori perché mio fratello
pattinava; avevamo la palestra a 300 metri da casa e mia mamma
mi portava con lei quando accompagnava mio fratello. Alla fine
ho iniziato anch'io e da 18 anni sto continuando a fare questo
sport.
Isabella:
Siamo andati per caso alla pista di pattinaggio e hanno
cominciato piano piano; erano richiesti dagli allenatori perché
non ci sono molti maschi che praticano questo sport.

M.R. Zenobi:
Fare pattinare Federico è stata un'impresa perché è sempre stato
molto bravo però gli piaceva molto giocare a calcio. E' stata
una lotta: io e sua madre abbiamo insistito perché venisse a
pattinare anche perché il fratello pattinava e per la mamma era
un problema portarli in due posti diversi.
Federico:
Sono 18 anni che pattino ma che mi metto d'impegno saranno
cinque o sei! Da piccolo giocavo a basket, calcio, pallavolo -
ero sempre in movimento!
M.R. Zenobi:
Visto che tendeva un po' a scappare, scendevamo a compromessi:
se pattinava quattro giorni alla settimana gli davo due giorni
liberi per andare a giocare a calcio.
Federico:
Molte volte succedeva che saltavo l'allenamento o che andavo in
pista più per scherzare che per allenarmi...
M.R. Zenobi:
Era un giocherellone, quando non lo guardavo giocava e scherzava
con gli altri, appena mi giravo diventava subito bravissimo!
L'età critica è stata intorno ai 10 anni quando tutti gli
amichetti facevano calcio e lui si trovava a fare uno sport che
alcuni dicono sia per femmine, mentre invece in questa
specialità è fondamentale la forza e la potenza dell'atleta
maschio.
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Coppia vincente |
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Nel
1996 le loro strade si incrociano, Marika e Federico cominciano
a pattinare insieme: nasce una coppia vincente.
Chiara: Eh
sì, gli allenatori avevano visto giusto!
M.R. Zenobi:
Ad un certo punto il partner di Marika era troppo piccolo per
lei, Federico aveva una compagna troppo grande per lui, quindi
si sono trovati ed è nata questa coppia vincente
Chiara:
Quando hanno fatto la prima prova, è venuto Federico a Rovigo
con la sua allenatrice e mi ricordo che Marika alla fine
dell'allenamento mi ha detto: "Mi sembra di volare lassù!"
Marika:
L'allenatrice di Federico veniva ad allenare a Rovigo e, visto
che la sua partner ormai era cresciuta troppo e il mio partner
era troppo piccolo, ha deciso di metterci insieme.
Federico:
Le femmine si sviluppano prima, il maschio rimane un po' più
indietro come è successo nel mio caso quindi io e la mia partner
abbiamo dovuto smettere; soprattutto per fare la nostra
specialità è necessario che il maschio sia più grande altrimenti
alcune acrobazie, alcuni elementi non si riescono a eseguire.
Sin dalle prime volte che abbiamo pattinato insieme ci sono
stati degli ottimi risultati, infatti già il primo anno che
facevamo coppia abbiamo vinto il titolo italiano.
Tra Federico e
Marika si crea subito un grande affiatamento.
Chiara:
Sono molto affiatati perché sono due bravi ragazzi, anche
Federico per sopportare Marika...
Marika: Noi
fortunatamente andiamo molto d'accordo, durante gli allenamenti
ci scappa sempre la battuta, insomma ci divertiamo anche!
M.R. Zenobi:
Per fare coppia ci vuole molto feeling, è come un matrimonio,
bisogna sopportarsi specialmente nella fatica e nello stress
della gara dove c'è ansia, paura, nervi a fior di pelle -
bisogna mandar giù dei rospi!
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Una vita di sacrifici |
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Pattinare in coppia per
Marika e Federico significa fare sacrifici...
G.Quirini:
Tantissimi sacrifici, prima di tutto non abitano nella stessa città quindi
devono spostarsi per incontrarsi e allenarsi; questo implica un sacrificio
costante e continuato nel tempo.
Isabella:
finita la scuola alle due, andavamo direttamente a Rovigo a fare allenamento e
quando tornava a casa c'erano da fare i compiti.
Federico:
finita la scuola mia mamma con la mia allenatrice mi venivano a prendere e
andavamo a Rovigo; facevo allenamento dalle tre fino alle cinque, un'altra ora
di viaggio per tornare, e dalle sei in poi cominciavo a studiare... gli anni
delle scuole superiori sono stati duri sia dal punto di vista scolastico sia da
quello sportivo e fisico.
M.R.Zenobi:
non si è mai lamentato di dover studiare troppo, uno dei pochi che non mi ha mai
chiesto di uscire perchè doveva studiare... però è sempre stato bravo.
Federico:
quando eravamo piccoli inevitabilmente i nostri genitori si sono sacrificati
tanto sia a livello economico sia a livello di impegno per portarci agli
allenamenti e alle gare, crescendo siamo diventati più indipendenti, ognuno
adesso ha la sua macchina è tutto più facile.
Una carriera ricca di
momenti bellissimi ma anche momenti difficili...
Chiara:
sì ci sono stati anche momenti difficili perchè ogni anno ci sono sempre coppie
nuove... da battere! Tante volte Marika è andata in crisi; una volta, tornando a
casa da Bologna, non ricordo per quale motivo, ha buttato via i pattini e ha
detto "io non pattino più". Doveva ancora vincere il primo titolo e io le ho
detto "pattini da quando avevi quattro anni, un titolo lo devi vincere prima di
smettere"; ho insistito perchè continuasse infatti dopo… i risultati sono
arrivati.
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Creare nuovi sollevamenti, quadruplo twist, cadere e rialzarsi |
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M.R. Zenobi:
Marika e Federico hanno molta fantasia, molta creatività; hanno
inventanto un bellissimo sollevamento, si chiama "deglizan" da
Degli Esposti/Zanforlin. Nel loro repertorio hanno difficoltà
che sono di coefficiente più alto in campo internazionale e sono
gli esperti dei salti lanciati; Marika è chiamata "la regina del
salto lanciato": è l'unica al mondo che esegue 4 rotazioni in
aria, sono gli esperti del quadruplo lutz twist. E' questa la
loro carta vincente per i campionati del mondo.
Pattinare in
coppia a volte può essere rischioso?
Federico:
Ad eseguire alcuni elementi ci si arriva pian piano, si comincia
da piccoli facendo sollevamenti al di sotto delle spalle e man
mano che si prende sicurezza con i pattini e che ci si sviluppa
con l'età e fisicamente si iniziano a fare elementi più
difficili. Certo una parte di rischio c'è sempre.
Marika: In
particolare i salti lanciati è difficile impararli, soprattutto
dai 3 giri in su ne fai di cadute, è dura rialzarsi e rifarlo!
Ai campionati
italiani del 2001 Marika cade da un sollevamento...
Federico:
Quella fu una caduta veramente particolare perché io stavo
ancora ruotando e lei era già per terra, non ce ne siamo quasi
resi conto... in quell'occasione abbiamo avuto un attimo di
incertezza perché fu una bella caduta ma fortunatamente siamo
riusciti a continuare. Se invece capita una caduta normale vai
avanti con il sorriso come se non fosse successo nulla.
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Emozioni e
vittorie - II |
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M.R.
Zenobi: A vederli sul podio, ho provato una grande
soddisfazione non solo per loro ma anche per i genitori che
hanno sofferto portandoli avanti e indietro, si sono sacrificati
economicamente da quando i loro figli avevano 4 anni, portandoli
in pista tutti i giorni... dietro un grande atleta c'è sempre un
grande genitore.
Chiara: Con
Marika, prima che entri in pista per la gara, ci guardiamo
sempre anche se sono in mezzo a 5000-6000 persone, sempre, lei
lo sa... sono emozioni che rimangono per tutta la vita.

Belle
soddisfazioni dietro ogni medaglia conquistata.
Marika:
Tante soddisfazioni, dalla prima all'ultima, dal primo
campionato del mondo che vinci e che ricordi di più perché è il
primo e non te lo aspetti, perché dopo una settimana ancora non
ci credi, all'ultimo perché comunque ogni anno devi dimostrare
qualcosa di più, che sei sempre più bravo, che migliori, che
perfezioni un po' tutto.
Federico:
Questo è solo il risultato finale di anni e anni di allenamenti,
sacrifici, tensioni tutto un insieme di cose che ti fanno godere
il mondiale quando è finito e sei arrivato al successo, perchè
dopo una serie di tante circostanze, di lavoro che la gente a
casa, gli spettatori non sanno, non vedono e difficilmente
possono capire.
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Una
nuova sfida |
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...CONTINUA...
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